“Maggio dei libri”, tutti gli eventi nella biblioteca “Bovio” di Trani. Si parte il 9 con Luca Bianchini

Di seguito tutti gli appuntamenti che si terranno nella biblioteca “Bovio” di Trani, in piazzetta san Francesco, nell’ambito della rassegna “Il maggio dei libri”.


Martedì 9 maggio alle 19 in sala “Ronchi” - “Nessuno come noi” (Mondadori, 2017) di Luca Bianchini. Dialoga con l’Autore Paola Colarossi. Evento in collaborazione con la libreria “La Biblioteca di Babele”


«Torino, 1987. Vincenzo, per gli amici Vince, aspirante paninaro e aspirante diciassettenne, è innamorato di Caterina, detta Cate, la sua compagna di banco di terza liceo, che invece si innamora di tutti tranne che di lui. Senza rendersene conto, lei lo fa soffrire chiedendogli di continuo consigli amorosi sotto gli occhi perplessi di Spagna, la dark della scuola, capelli neri e lingua pungente. In classe Vince, Cate e Spagna vengono chiamati "Tre cuori in affitto", come il terzetto inseparabile della loro sit-com preferita. L'equilibrio di questo allegro trio viene stravolto, in pieno anno scolastico, dall'arrivo di Romeo Fioravanti, bello, viziato e un po' arrogante, che è stato già bocciato un anno e rischia di perderne un altro. Romeo sta per compiere diciotto anni, incarna il cliché degli anni Ottanta e crede di sapere tutto solo perché è di buona famiglia. Ma Vince e Cate, senza volerlo, metteranno in discussione le sue certezze. A vigilare su di loro ci sarà sempre Betty Bottone, l'appassionata insegnante di italiano, che li sgrida in francese e fa esercizi di danza moderna mentre spiega Dante. Anche lei cadrà nella trappola dell'adolescenza e inizierà un viaggio per il quale nessuno ti prepara mai abbastanza: quello dell'amore imprevisto, che fa battere il cuore anche quando "non dovrebbe".
In un liceo statale dove si incontrano i ricchi della collina e i meno privilegiati della periferia torinese, Vince, Cate, Romeo e Spagna partiranno per un viaggio alla scoperta di se stessi senza avere a disposizione un computer o uno smartphone che gli indichi la via, chiedendo, andando a sbattere, scrivendosi bigliettini e pregando un telefono fisso perché suoni quando sono a casa. E, soprattutto, capendo quanto sia importante non avere paura delle proprie debolezze».


Mercoledì 10 maggio alle 18.30 in sala “Maffuccini” - “Silenzio assordante” (Genesi, 2015) di Anna Raffaella Belpiede. Dialoga con l’Autrice il poeta Pasquale Vitagliano. Letture a cura di Francesca Cangelli


«Come un arcobaleno che unisce agli estremi della campata il maestoso mito della Grande Madre fattrice dell’intera umanità e all’altro estremo la quotidianità silenziosa dell’operosità femminile, il libro della poetessa torinese Anna Raffaella Belpiede appare come il disegno riassuntivo di un pensiero femminile che connette con semplicità e successo il luminoso eroismo della donna alla sua invincibile paura della vita, lo slancio vitale del dono di sé, al suo opposto rinchiudersi nel rifugio della casa e della propria intimità, e illumina la rappresentazione complessiva della donna con la pienezza dei colori della vita e di tutte le situazioni possibili di gioia assoluta e al contrario di desolante rassegnazione»


Venerdì 12 maggio alle 18.30 in sala “Maffuccini” - “L’animale notturno” (Giunti, 2017) di Andrea Piva . Dialoga con l’Autore la giornalista Annamaria Minunno. Evento in collaborazione con l’associazione culturale “La Maria del Porto” e la libreria “La Biblioteca di Babele”


«Un romanzo anomalo e sorprendente, profondo e leggero a un tempo, ricco di umorismo, di intelligenza, di azione, di stile, di personaggi, di frustrazione, ma anche di speranza e tensione ideale. In una parola, di vita.
Fare un sacco di soldi, a tutti i costi. Vittorio non ha dubbi: è questo l’unico modo di sfuggire al grigiore della sua vita attuale. Sceneggiatore appassionato e idealista, a soli trent’anni è già riuscito sia a sfondare che a clamorosamente fallire; d’altronde l’avere rotto il naso al regista con cui lavorava con profitto non è certo un bel biglietto da visita per i produttori, e oggi la sua carriera è decisamente in stallo.
Nel disperato tentativo di cambiare corso alle cose, in un sussulto di ambizione e follia Vittorio decide di investire tutti i suoi risparmi nell’affitto di un sontuoso appartamento in pieno centro a Roma: perché si sa, per diventare ricchi bisogna innanzitutto cominciare a comportarsi da ricchi. Così, tra donne, alcol, droga e passeggiate con il naso all’insù in una Roma dalla bellezza che stordisce, il bisogno di soldi diventa presto una drammatica urgenza. Ed è proprio quando sta per rassegnarsi una volta per tutte al fallimento economico che Vittorio si imbatte nel senatore, un ricco ultraottantenne ieratico e sapiente con l’ossessione del gioco d’azzardo.
Accordandogli un lauto compenso, il senatore si servirà di lui per accedere al mondo dei casinò online, che gli è vietato dalla figlia, preoccupata di vederlo rovinarsi come quando da giovane sperperava fortune in giro per il mondo. Ma soprattutto il senatore inizierà Vittorio, uomo di lettere e non di numeri, ai segreti della statistica e della matematica probabilistica. È il 2006, e il Texas Holdem, una variante spettacolare del nostro poker, sta prendendo piede in tutto il mondo: Vittorio, che ne ha sempre avuto la passione, ha adesso uno strumento formidabile per addomesticare la bestia. O forse per finirle più agevolmente in pasto?»


Venerdì 19 maggio alle 18.30 in sala “Ronchi” - “Province e maestri provinciali templari nel Mezzogiorno italiano” (Edit@, 2017) di Vito Ricci. Dialoga con l’Autore Filomeno Cafagna. Evento in collaborazione con l’associazione “Libera i Libri” e il Comitato di quartiere di via Andria


«Il Mezzogiorno italiano vide una significativa presenza dell’Ordine templare dai primi decenni successivi alla sua fondazione e sino allo scioglimento. In quest’area geografica furono presenti due Province, unità amministrativo-territoriali nelle quali era articolata l’organizzazione dell’Ordine. Lo stanziamento templare nel Mezzogiorno era dettato da due motivazioni principali: la possibilità di usufruire di porti per l’imbarco verso la Terrasanta e la disponibilità di terre per produrre frumento e altri prodotti necessari per i rifornimenti in Outremer. La Puglia e la Sicilia rappresentavano il granaio per la Terrasanta e senza le derrate alimentati qui prodotte le Crociate sarebbero state molto difficili, se non proprio impossibili.
Nel presente lavoro si prendono in esame le due Province templari (quella di Apulia, che abbracciava l’interno Mezzogiorno continentale e risultava essere quella di più antica fondazione, e la Sicilia) e la loro evoluzione nel corso dei secoli XII-XIV. L’analisi principale verte sui cavalieri che ricoprirono la carica di Maestri Provinciali, ufficiali a capo delle Province, che si avvicendarono tra il 1169 (anno di prima attestazione nei documenti di un Maestro) e il 1312 (anno della soppressione dell’Ordine) con l’esame di tutte le attività da essi compiute che sono pervenute nelle fonti, non solo documentali, ma anche materiali come ad esempio le lastre tombali. Questo contributo vuole dare una sistemazione completa (per quanto possibile) ed organica all’organizzazione amministrativa templare nell’Italia meridionale, tentando di ricostruire la sequenza dei cavalieri che furono alla guida delle Province di Sicilia e Apulia che allo stato attuale delle ricerche mancava. Si è cercato di ripercorrere, utilizzando anche fonti straniere, le carriere di tali frati all’interno dell’Ordine, riscontrando come, almeno dalla metà del XIII secolo, ovvero da quando le fonti sono più numerose, il loro cursus fosse caratterizzato da elementi comuni e ricorrenti: l’aver prestato servizio in Terrasanta o l’essere persone di fiducia del Maestro Generale. Una fonte particolarmente utile ai fini delle ricerche è costituita dalle testimonianze rese dai frati durante i diversi processi inquisitori».


Venerdì 26 maggio alle 19.00 in sala “Maffuccini” - “8 corde tese” (Nowhere Books, 2017) di Autori vari . Intervengono l'ideatore del progetto Leonardo Losavio e gli Autori, tra cui il tranese Pasquale Tritta . Evento in collaborazione con la libreria “Luna di sabbia”


«Anno 2016. Una casa editrice sconosciuta, un esperimento editoriale unico: otto scrittori scelti fra numerosi candidati e riuniti per cinque giorni in un luogo isolato per vivere il romanzo che dovranno scrivere. Uno di loro morirà, secondo contratto. Per gli altri, due milioni di euro a testa e la notorietà legata al romanzo che già si preannuncia essere un caso editoriale. Un cinico meccanismo gestito da qualcuno pronto a investire qualsiasi somma per il suo folle e misterioso progetto». “8 corde tese” è un esperimento letterario che propone un nuovo modo di concepire la creazione di una storia. Otto autori, calati dentro il contesto, raccontano in tempo reale le dinamiche e le situazioni vissute nei panni dei loro personaggi. Un meccanismo di meta-narrazione confonde i confini tra realtà e finzione innescando un livello d'immedesimazione più profondo nei confronti del personaggio e di ciò che lo circonda. Non si tratta di scrittura a più mani, ma di un'esperienza in cui i personaggi sono reali e vivono e riportano per iscritto, sotto forma di diario, situazioni ed emozioni reali. Un'opera di Mariella Bucci, Carlotta Comparetti, Alessia del Freo, Francesco Giordano, Leonardo Losavio, Carmine Madeo, Daryoush Francesco Nikzad, Gianluca Purgatorio, Pasquale Tritta, Viola Valente».


Domenica 28 maggio alle 18.30 in sala “Ronchi”  “Giornalismi e società” (Mondadori, 2017) di Francesco Giorgino. Dialoga con l’Autore il giornalista Francesco Rossi. Evento in collaborazione con l’associazione culturale “La Maria del Porto” e il Club UNESCO


«Nell'era della globalizzazione, della complessità più che della complicazione, dell'individualismo e della personal communication, riflettere sulla funzione sociale dell'informazione significa soprattutto considerare le conseguenze dell'interconnessione fra politica, economia, finanza e cultura, qui intesa come universo di conoscenze conoscibili. Il saggio analizza il senso autentico dell'attività di mediazione dei «giornalismi». Quattro sono le tesi sostenute nel libro. La prima è che, pur nell'evoluzione dei modelli tradizionali a vantaggio di nuove categorie interpretative (dal citizen journalism al data journalism, dal brand journalism alle all news) resta esclusiva la capacità dell'informazione di ricercare, indicare e perseguire quell'orizzonte di senso che nessun altro può garantire. La seconda tesi, relativa al rapporto fra giornalismo e politica, è che più che sulla quantità occorre puntare sulla qualità, se si vuole implementare il livello di democrazia di un Paese. La terza tesi è che l'informazione deve interpretare anche la funzione di arbitro fra politica ed economia, contribuendo a mettere un argine alla prevaricazione della finanza. La quarta e ultima tesi è che nel ventunesimo secolo l'acquisizione della conoscenza da parte del pubblico (interattivo e non più solo attivo) coincide in larga misura con la fruizione di contenuti mediali. E questo dilata la responsabilità dei mezzi di informazione».


Martedì 30 maggio alle 10 in sala “Ronchi” - “Bibliotecari e biblioteche” (Edizioni dal Sud, 2016) di Waldemaro Morgese . Dialoga con l’Autore Maria Abenante


«Bibliotecari e biblioteche è una raccolta di interventi, già pubblicati o pronunciati in varie occasioni pubbliche, che spaziano dal 1999 al 2015. Tutti approfondiscono l’idea di bibliotecario e biblioteca dell’Autore, saldamente incardinata in un frame umanistico (“il bibliotecario e la biblioteca sono preordinati a migliorare la vita delle persone”) che concepisce e apprezza i paradigmi professionali succedutesi nel tempo sempre come strumentali rispetto al fine. Gli scritti approfondiscono così, nel corso di un ventennio, le opzioni documentale, manageriale, welfaristica, lumeggiando pregi e difetti di un non breve percorso storico della biblioteconomia. Il libro è arricchito di un prologo di Maria Antonietta Abenante e di un epilogo di Maria Antonietta Ruiu, entrambe bibliotecarie fortemente impegnate nella professione, quasi a mo’ di rappresentazione del confrontarsi di tre generazioni»

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