Dehors a Trani, ancora Montaruli: «D’Agostino si confronti con i “veri” tecnici»

A Trani si torna a discutere di dehors, strutture esterne ai locali di pubblico esercizio adibiti alla somministrazione di alimenti, pasti e bevande, dopo la querelle sollevata dal Presidente Unibat, Savino Montaruli il quale divulgò la notizia di un incontro pubblico convocato tardivamente dall’amministrazione comunale tranese, che si è tenuto lunedì 5 febbraio scorso nella sala azzurra del comune di Trani. Dopo quell’incontro ci fu la replica da parte dell’amministrazione comunale la quale, per bocca del sindaco Amedeo Bottaro, rivolse un invito alla collaborazione, cosa che mai era avvenuta prima di allora da parte dell’assessore al commercio, evidentemente condizionata a perseguire strade di concertazione del tutto fuori corsia che nulla hanno a che fare né con le disposizioni legislative vigenti né con il senso di responsabilità che deve caratterizzare l’operato di ciascun rappresentante istituzionale, il quale deve semplicemente applicare la Costituzione Italiana dando spazio a tutte le rappresentanze e le parti interessate.


Bottaro, nella sua nota stampa, dichiarò: «È nostro interesse che tutte le componenti del tessuto produttivo lavorino insieme affinché ci sia davvero una corretta applicazione del Regolamento, motivo per il quale siamo pronti e disponibili a promuovere ulteriori iniziative d'informazione e di ascolto». L’assessore Ivana D’Agostino, congiuntamente al presidente del consiglio comunale del comune, Fabrizio Ferrante, nella stessa riunione del 5 febbraio scorso, richiese agli Ordini e Collegi professionali approfondimenti e suggerimenti in merito al regolamento dei dehors approvato in data 27.10.2017, utili al perfezionamento dello stesso, evidentemente non ritenendolo affatto “perfetto” né “evento storico”, come invece frettolosamente affermato da parte di qualche polisindacalista locale.


A tal proposito è tornato sul tema il presidente Unibat, Savino Montaruli, il quale ha dichiarato: «Ebbene, ora le affermazioni del sindaco Bottaro devono trovare compimento ed attuazione. Ho molto apprezzato quelle affermazioni e quella richiesta di collaborazione quindi la sua apertura al dialogo. Ora mi attendo atti concreti per raggiungere quel risultato sperato e finora “riservato” ai pochi fedelissimi che, evidentemente, non hanno portato a compimento una procedura che avrebbe dovuto essere inclusiva e non “esclusiva” se è vero come è vero che ora e solo ora la si vorrebbe sottoporre alla concertazione postuma, a deliberazione già adottata. Il Regolamento comunale di Trani sui dehors non è solo un atto burocratico limitato all’occupazione di suolo pubblico da parte degli esercenti ma un vero e proprio Piano Particolareggiato quindi siano i tecnici “veri” ad occuparsi della questione perché quello di cui qualche sprovveduto in cerca di visibilità perduta si vanta non può essere relegato e banalizzato alle semplicistiche modalità di occupazione del suolo ed alla tassazione.


Se così fosse, significherebbe sminuire e ridicolizzare una procedura che, invece, necessità di un confronto approfondito soprattutto con la Soprintendente, resasi disponibile a ciò. Quindi il comune ascolti e tenga conto delle sollecitazioni da parte degli architetti, ingegneri e loro ordini professionali aprendosi al confronto ed individuando in modo preciso e corretto quanto richiesto dalla Soprintendenza anche per la città di Trani. Si proceda con il dettaglio dei beni da sottoporre a tutela, al fine di dare certezze agli operatori ma anche alla città che deve cogliere questa occasione per programmare il suo futuro, anche in materia urbanistica e di decoro urbano. Non voglio ripetere tutto quanto ho già scritto sul tema, mi auguro solo che le proposte che verranno da parte degli ordini professionali siano in linea con quanto richiesto dalla Soprintendente Bonomi e soprattutto sia frutto di concertazione allargata che non può prescindere dalle linee guida volute proprio dalla Soprintendenza di Foggia e Bat, competente per territorio. In assenza di questa corsa ai ripari le sorprese potrebbero essere molto spiacevoli e se il peggio non è ancora accaduto, a Barletta, ad Andria, a Canosa ed anche a Trani è stato solo per caso ma della buona sorte non bisogna mai approfittare. L’assessore D’Agostino ne sia cosciente e cambi immediatamente registro».


Ufficio Relazioni Esterne Unimpresa Bat 


 

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