Consiglio comunale, tutti approvati i debiti fuori bilancio per 288mila euro. Bagarre per quella riferita alla cava fumante di Trani

È tornato oggi a riunirsi il consiglio comunale, per la discussione di 24 debiti fuori bilancio, per un totale di 288.261 euro circa. Diciassette i presenti al primo appello. La seduta si è aperta con un minuto di silenzio per la morte dell’avvocato Carmine Perrone Capano. Il presidente del consiglio comunale, Ferrante, come da noi anticipato, ha detto che farà riferimento, per quanto riguarda le assenze, solo alle pec giunte in presidenza e non a dichiarazioni informali da parte di consiglieri o assessori.

- Debito fuori bilancio di 7.851 euro circa, per un incidente avvenuto nel 2009 in via Barletta ai danni di un’auto, per via di un palo della luce tranciato e non ben visibile. Approvato.

- Sentenza n. 444/2018 del Consiglio di Stato – 6.486 euro circa, ai danni della società Vodafone, per il diniego, da parte del Comune, dell’installazione di un’antenna di telefonia mobile. Approvato.

- Sentenza n. 359/2018 del Tar Puglia – 2.109 euro circa, per il ricorso di un cittadino, Nicola Pepe, difeso dall’avvocato Maurizio Musci, contro il divieto dell’accesso ai cani in villa, se non in presenza di un vigile urbano. Qui, la sintesi della vicenda.

Merra. «Nel 2016 avevamo più agenti di Polizia locale, per questo è cambiato il regolamento? Non dovevamo andare al Tar per tutelare gli animali, perché la legge dice che gli animali possono entrare dappertutto, anche negli esercizi commerciali. Avevo proposto di creare un’area di sgambamento in villa, ci saremmo risparmiati questi 2.100 euro. Gli animali possono entrare anche negli ospedali e nelle case di riposo, questa ordinanza andava evitata».

Cinquepalmi. «Se non c’è responsabilità per danno erariale, come è scritto in quasi tutte le delibere, in un debito fuori bilancio, che significa generare un debito fuori bilancio? Il sindaco dovrebbe prestare attenzione quando emette ordinanze, perché poi pagano i cittadini le inefficienze di dirigenti, uffici pubblici e sindaco. Se non verrà cassata questa frase, il mio voto sarà contrario».

Barresi. «Questo debito è nato a causa di un’ordinanza paradossale, assurda. Si poteva fare qualcosa di più intelligente, evitare spese ai cittadini. Stiamo pagando debiti fuori bilancio creati dall’attuale amministrazione per una gestione insufficiente, a livelli della scuola materna».

Lazzaro, segretario generale. «Non ci sono i presupposti per cambiare la formula».

Debito fuori bilancio approvato.

- Sentenza 337/2018 del TAR Puglia – 2.838 euro circa, nei confronti delle sorelle Cortellino, eredi della “cava dei veleni bis”, che hanno impugnato la sentenza con cui il Comune ha chiesto di “porre in essere tutte le attività necessarie ad eliminare la fuoriuscita di fumi” dal sito identificato. Di Tullo. «Il Tar ha annullato l’ordinanza sindacale imponendo al Comune il pagamento delle spese».

Barresi. «Il consigliere Lima mi ha indicato come “traditrice” perché sono candidata in una lista con Emiliano, non penso sia un argomento da portare in consiglio comunale, è una lista civica. Se qualcosa dà fastidio si può parlare. Per quanto riguarda questo debito fuori bilancio , spero che il responsabile paghi per ciò che ha commesso con questa ordinanza in maniera irresponsabile».

Cinquepalmi. «Anche in questo caso, si riscontra un’ordinanza così importante che interessava tutta la città ed è stata sbagliata, tanto che il Comune è stato condannato a pagare. Esprimo voto contrario».

Merra. «Il sindaco è abituato a fare ordinanze sbagliate. La proprietà dei Cortellino era sotto custodia giudiziaria quindi questa ordinanza non doveva essere di competenza del Comune ma della Provincia fino a quando non si accertavano i reali responsabili. I Cortellino non hanno questa proprietà».

Di Gregorio. «L’ordinanza sindacale è stata emessa in maniera appropriata e su richiesta di tanti rappresentanti che siedono qui e di cittadini, per la bonifica dei luoghi. Si tratta della cava fumante di cui non si parla più adesso. Molte forze politiche hanno spinto l’amministrazione alla bonifica sin da subito, per questo il sindaco ha emanato l’ordinanza nei confronti dei proprietari. Si chiede di intervenire urgentemente e poi si censura l’intervento fatto».

Cinquepalmi. «Nessuno ha messo in dubbio la bontà dell’ordinanza, ma a che serve se non verificate? A pagare dopo richiesta al Tar? Non serve a niente. L’ordinanza difettava di elementi importantissimi».

Merra. «Il dottor Daconto è indagato, non le signore Cortellino».

Punto approvato.

- Verbale di conciliazione n. 11/2018 sottoscritto innanzi al Giudice del Tribunale di Trani inerente il giudizio pendente r.g. 5246/2016 – 8.500 euro, in favore di una donna caduta, nel 2015, in via Pedaggio Santa Chiara (la richiesta iniziale era di circa 20.000 euro).

Amoruso. «C’è un’idea comune sul contenzioso? Tante volte avremmo evitato debiti molto grossi, se avessimo avuto il coraggio di prendere le carte. Mandate un messaggio diretto a responsabili area e uffici: non chiudiamo le questioni arrivate al pignoramento, ci deve essere una unica linea».

Cinquepalmi. «La sentenza, nota da marzo, non può sfociare in un provvedimento ad ottobre: troppo tempo trascorso e intanto, come per tanti altri, nel frattempo si sono approvati gli equilibri di bilancio, quasi come a volere eludere quel passaggio».

Laurora C. «Non si può entrare nel merito dei provvedimenti, che arrivano in aula già confezionati per una valutazione giuscontabile».

Punto approvato con 13 favorevoli, 3 contrari e 1 astenuto.

- Atto di precetto inerente il decreto n. 295/2016 emesso dal TAR Puglia – 1.582 euro circa per il pagamento di oneri di urbanizzazione già pagati.

Cinquepalmi: «Ennesimo debito che si sarebbe potuto evitare, tanto che i revisori dei conti chiedono di rivalersi nei confronti di chi lo ha generato».

Punto approvato con 14 favorevoli, 3 contrari e 1 astenuto.

- Decreto ingiuntivo n. 24/2018 – r.g. 186/2018 emesso dal Giudice di Pace di Cerignola – 385 euro circa.

Di Lernia. «Il Movimento 5 stelle è contrario a tutti i debiti fuori bilancio, frutto di inerzia, lentezza e valutazioni sbagliate. I ritardi hanno fatto maturare ulteriori spese in danno dei cittadini, e bisogna agire nei confronti di chi ha generato questi notevoli aggravi di spesa».

Punto approvato con 14 favorevoli e 1 astenuto.

- Sentenza n. 794/2018 del Tribunale di Trani – 49.309 euro circa, per la caduta di una donna su piazzale Marinai d’Italia, esattamente sulla scala di legno della pedana. Era stato necessario l’intervento del 118 per soccorrerla. La donna si è procurata un trauma contusivo alla caviglia sinistra, con 7 giorni di prognosi, e ha portato un tutore per 10 giorni. La richiesta iniziale era di 81.000 euro. L’avvocatura comunale ha difeso l’Ente sostenendo che il fatto sarebbe potuto essere evitato prestando maggiore attenzione (la caduta è avvenuta di sera, e la donna ha lamentato una scarsa illuminazione del luogo).

Punto approvato con 15 favorevoli e 1 astenuto.

- Decreto ingiuntivo n. 43/2018 – r.g. 1994/2017 emesso dal Giudice di Pace di Trani – 463 euro circa.

Punto approvato con 15 favorevoli, 2 contrari e 1 astenuto.

- Sentenza n. 531/2018 del Tribunale di Trani – 16.186 euro in favore di una donna che è inciampata in via Palermo (il fatto è del 2011).

Laurora F. «Non si comprende perché la sentenza di primo grado non sia stata impugnata».

Di Tullo (assessore). «Il provvedimento era in ogni caso esecutivo e bisognava pagare entro i 120 giorni, a prescindere dell'esito successivo».

Punto approvato con 14 favorevoli e 2 astenuti.

- Sentenza n. 2028/2017 del Tribunale di Trani – 4.300 euro, in favore degli eredi di una donna caduta in via Malcangi a causa di una buca.

Punto approvato con 14 favorevoli e 2 astenuti.

- Sentenza n. 802/2018 del Tribunale di Trani – 17.773 euro circa, in favore di una donna caduta nel 2009 in viale Spagna e che ha richiesto il risarcimento dei danni.

Punto approvato con 15 favorevoli e 2 astenuti.

- Atto di transazione sottoscritto inerente la sentenza nr. 1725/2017 emessa dal Tribunale di Trani – 11.000 euro, anche in questo caso per sinistro stradale.

Cinquepalmi. «È una transazione e, per questo motivo, come le altre, non dovrebbe costituire debito fuori bilancio secondo quanto pacificamente rappresentato dalla Corte dei conti».

Punto approvato con 14 favorevoli, 2 contrari e 1 astenuto.

- Sentenza nr. 42/2018 del Giudice di Pace di Trani – 1.471 euro circa, per il danno causato ad un’auto.

Punto approvato con 15 favorevoli e 2 astenuti.

- Proposta di deliberazione per il riconoscimento debito fuori bilancio in favore dell’Avv. B.S. – 1.357 euro circa, per un risarcimento di un incidente (il fatto è del 2010).

Punto approvato con 14 favorevoli.

- Sentenza n. 327/18 emessa dal Giudice di Pace di Trani – 908 euro, per un danno ad un’auto, provocato dalla carcassa di un cane.

Punto approvato con 14 favorevoli.

- Proposta di deliberazione per il riconoscimento debito fuori bilancio in favore dell’Avv. C.F. – 4.044 euro circa, per un sinistro stradale.

Punto approvato con 15 favorevoli.

- Atto di precetto inerente la sentenza n.471/2018 Corte d’Appello di Bari – 21.981 euro, in favore di un uomo caduto in piazza XX settembre a causa della sconnessione del marciapiede.

Punto approvato con 15 favorevoli.

- Verbale di conciliazione giudiziale n.167/17 del Tribunale di Trani – 115.329 euro circa. Si tratta di uno dei debiti più corposi e riguarda una causa di lavoro di un ex dirigente al Comune di Trani, Gennaro Marcosano, segretario generale dal 2000 al 2003, al quale non sono state riconosciute delle prestazioni aggiuntive (incarico di dirigente dell’area servizi demografici, alle ripartizioni III e VI, incarico di esprimere parere di legittimità su tutti i provvedimenti del commissario prefettizio).

Punto approvato con 14 favorevoli e 1 contrario.

- Sentenza n.471/2018 emessa dal Giudice di Pace di Trani – 1.315 euro circa, per un sinistro stradale (danno ad un’auto a causa di una buca sul manto stradale).

Punto approvato con 14 favorevoli e 1 contrario.

- Sentenza n.454/2018 emessa dal Giudice di Pace di Trani – 1.270 euro circa, per danni ad un’auto subiti nel 2011.

Punto approvato con 15 favorevoli e 1 contrario.

- Sentenza n.453/2018 emessa dal Giudice di Pace di Trani – 3.461 euro circa, anche in questo caso per danni subiti da un’auto a causa di una buca.

Punto approvato con 16 favorevoli e 1 contrario.

- Sentenza n.452/2018 emessa dal Giudice di Pace di Trani – 1.925 euro circa, per danni subiti da un motociclo a causa di una buca (nel 2007).

Punto approvato con 14 favorevoli e 1 contrario.

- Sentenza n.523/2018 emessa dal Giudice di Pace di Trani – 6.418 euro circa, in favore di una donna che ha fatto causa al Comune perché, a causa di un distacco di un grosso ramo da un albero, ha subito dei danni.

Punto approvato con 14 favorevoli e 1 contrario.

L'ordine del giorno si completato alle 18.23, orario in cui la seduta si è conclusa.

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