Trani e i debiti fuori bilancio, Palmieri: «Ho aspettato quattro anni per vedere riconosciute le mie legittime richieste»

Vi voglio raccontare, attraverso questa mia storia vissuta, il motivo per il quale si giunge al pagamento di tanti debiti fuori bilancio.

Una storia d'ordinaria indifferenza da parte delle istituzioni nei confronti della mia persona e di mia moglie. La vittima principale della vicenda è proprio quest'ultima.

Da anni mia moglie svolge il ruolo di caregiver assistendomi e seguendomi con cura amorevole in quanto sono persona diversamente abile. Per me lei rappresenta le mie gambe, le mie braccia, il mio respiro, in poche parola vivo una situazione di disabilità abbastanza accettabile grazie al suo operato, sacrifici ed affetto.

Il 23 dicembre 2015 mia moglie cade per strada a causa di uno scivolo per disabili sconnesso, ironia della sorte, infortunandosi. Il danno per la mia famiglia è ancor maggiore per il motivo di cui sopra. L'assistenza alla mia persona diventa ancor più problematica ed onerosa, valutando in primis il danno materiale che ha messo fuori gioco la mia signora.

È aspetto gelido e crudo quello della burocrazia, visto come mostro disinteressato verso i mali e i guai degli inermi cittadini. Si perdono tempi e soldi, si passano giorni di tensione: non riesci a dormire ed hai la gola secca per gran parte della giornata, ma il Mostro Burocratico, catalizzato da un’amministrazione indifferente e poca attenta, che ha poi nella sua pancia, nella sua stanza dei bottoni, i funzionari, gli impiegati e le persone votate dai cittadini, resta muto e noncurante.

Il 12 gennaio del 2016 invio, tramite il mio legale, la prima nota di diffida per risarcimento danni, conseguenza della caduta di mia moglie del mese precedente. Si arriva dunque, attraverso gli snodi della vicenda, ad un verbale di "bonario componimento di controversia civile" (a volte il linguaggio burocratico è ancor più orrendo delle vicende che produce), con cui si conviene ad un pacifico e benevolo accordo. Questo accordo bonario è stato concordato ed accettato onde evitare il prolungarsi dei tempi e le tiritere burocratiche.

Vedendo che il tempo passava inesorabile e questo contenzioso non veniva risolto, in quanto eravamo giunti alla fine di agosto 2018, pensai di rivolgermi all’Assessore del settore, confidando nel suo impegno personale e nella considerazione che chi stava chiedendo il suo intervento, per un diritto dovuto, era una persona diversamente abile. Ma a distanza di dieci giorni il suo caloroso impegno si manifestava con un nulla di fatto dicendomi che dovevo aver solo pazienza.

Stanco di tutte queste prese per i fondelli il 12 settembre 2018, un tempo dilatato e ancor più snervante, inviai, attraverso il mio legale, una seconda diffida affinché il Comune di Trani, attraverso il Responsabile dell’ufficio contenzioso Avv. Michele Capurso, mantenesse fede all’impegno preso e mi liquidasse la somma concordata quanto prima. Ma l’educazione e la professionalità di colui che dirige l’Ufficio contenzioso non si degna di nessuna risposta. Esasperato, non tanto per la somma dovutami, quanto per l’espressione assunta da codesto Ufficio, ho deciso di proseguire con la mia odissea formulando un decreto ingiuntivo che ha fatto lievitare il debito comunale nei miei confronti delle spese legali. Purtroppo questi atteggiamenti menefreghisti portano ad un esborso di risorse finanziarie da parte del Comune, risorse che vanno a penalizzare le proprie finanze, dimostrando ancora una volta come vengono gestite in modo malverso le risorse comunali.

Sicuramente credo che se il di più sarebbe addebitato a coloro che creano questi disastri, le cose andrebbero di gran lunga meglio. È solo ridicolo e comico sentire nella sede di Consiglio Comunale tante critiche, tanti inviti a cercare il colpevole ed attribuirli le colpe che portano al pagamento di debiti fuori bilancio che possono essere sicuramente evitati. Alla fine si conclude con un nulla di fatto, con il pagamento, ugualmente, di tutti i debiti fuori bilancio alla faccia di noi poveri contribuenti. La festa è finita, il gettone di presenza è stato acquisito e si ritorna a casa sereni e tranquilli.

Considerando che i debiti fuori bilancio, approvati nelle sedute di Consiglio Comunale, vengono portati all’esame della Corte dei Conti, sarà mio impegno inviare alla stessa questa mia storiella a fortificare tali danni affinché vengano presi dei seri provvedimenti al fine di evitare questi scempi, con la convinzione e la speranza che qualcosa possa cambiare in meglio.

Mi viene naturale pormi i seguenti interrogativi: «Perché l’assessore al ramo avv. Di Tullo non si è impegnata in tempi non sospetti alla risoluzione del contenzioso? Perché si limitò a dirmi “portami una fotocopia del verbale di conciliazione amichevole e vedrò il da farsi”? Perché quello che ha fatto ora non l’ha fatto prima senza prendere in giro le persone?». Sono convintissimo che quest’atteggiamento è stato assunto solo per recuperare tempo e continuare a prendere in giro la gente che ignara, rassegnata e mortificata prende tutto per buono ciò che gli viene prospettato, mettendo a dura prova la mia pazienza che è culminata nel procedere con un decreto ingiuntivo nei confronti del Comune di Trani.

Sfortunatamente per il funzionario dell’Ufficio Contenzioso e l’esimia signora con delega al contenzioso, hanno perso di vista che, questa volta, si sono imbattuti in una persona che ha lavorato per ben 35 anni presso gli uffici comunali del nostro Comune e di conseguenza conosce molto bene le dinamiche che, il più delle volte, l’amministrazione comunale di Trani mette in atto attraverso dirigenti ed assessori che ci governano, facendoli apparire delle marionette i cui fili possono essere manovrati a proprio piacimento dal potere politico sacrificando la propria lealtà e la propria dignità.

Nutrivo una gran stima e confidavo fiducioso in queste due persone, ma con il loro modo di fare e la loro superficialità mi hanno deluso profondamente.

Ho creduto opportuno e doveroso raccontare pubblicamente un'ordinaria storia di lassismo e deleterio comportamento di un’Amministrazione disattenta e poco incisiva nel riconoscere un sacrosanto diritto. Non ho voluto approfittare, per questione di stima e correttezza, dell’amicizia con il Sig. Sindaco, già oberato di tanti impegni, sollevandolo, così facendo, dalla mortificazione e l’imbarazzo di porgermi il suo aiuto, la qual cosa non sarebbe stata corretta nei confronti di tanti altri ignari concittadini che sfortunatamente si trovano nella mia stessa situazione.

Morale della favola: l’odissea inizia il 23 dicembre 2015 e termina il 22 marzo 2019 con atto di liquidazione dopo ben circa quattro anni. Da non dimenticare che ho accettato un bonario accordo.

Dopo aver letto di decine di debiti fuori bilancio approvati proprio per risarcire cittadini/e come quelli di cui vi ho parlato, chiedo alle istituzioni e all'Amministrazione Bottaro di voler trovare una seria e definitiva soluzione per far sì che determinate controversie, già vinte a priori dai danneggiati, nel prossimo futuro, possano essere risolte rapidamente specie quando le risorse economiche, per risarcire determinati indennizzi, figurano attive nel capitolo finanziario dedicato. Questo è uno dei tanti motivi per cui debiti di pochi euro raggiungono somme importanti da liquidare.

Gennaro Palmieri

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